Laboratori Di Medicina Narrativa: sabato 27 giugno dalle 16 alle 17.30

Siamo stati molto lieti di avervi qui con noi!

Abbiamo studiato insieme il quadro di Pablo Picasso, “Joie di Vivre” (1946) e un estratto dal libro di Francesco Piccolo, “Momenti di trascurabile felicità”  (entrambi allegati al termine di questa pagina).  

In seguito, abbiamo usato il prompt “Racconta un momento di trascurabile felicità”.

Condivideremo ulteriori dettagli della sessione nei prossimi giorni; vi invitiamo a rivisitare questa pagina nei prossimi giorni!

Invitiamo i partecipanti del laboratorio a condividere i propri scritti nella parte “blog” dedicata alla fine della presente pagina (“Leave a Reply”). Speriamo di creare, attraverso questo forum di condivisione, uno spazio in cui continuare la nostra conversazione!


Joie de Vivre, Pablo Picasso (1946)

Alcune intelligenze per le piccole cose, come il guidatore dell’auto alle tue spalle quando capisce subito che devi parcheggiare e quindi fare retromarcia. E lui si ferma a qualche metro di distanza e aspetta senza avanzare.

L’acqua quando hai sete, il letto quando hai sonno.

Quando chiacchiero con un amico passeggiando, continuiamo a camminare soltanto se la conversazione è del tutto frivola, trascurabile, ma se ci accendiamo, se stiamo per dire una cosa più seria, più importante, in quel momento smettiamo di camminare, allunghiamo la mano verso il braccio dell’altro e ci fermiamo, e per tutto il tempo che la discussione è seria, stiamo lì piantati, e le mani gesticolano, si muovono, non stanno affatto in tasca o dietro la schiena. Soltanto dopo la risoluzione, uno dei due riprende il cammino, seguito dall’altro, e rinfila le mani in tasca.

Le coppie che stanno insieme da tanto tempo e che giocano a carte in silenzio, la sera.

Quelli che ti danno un passaggio, e non ti lasciano da qualche parte: all’angolo; vicino alla metro; alla fermata dei taxi. Ma ti accompagnano fino a casa.

E poi quando uno si fa male, tutti chiedono «come ti sei fatto male?»

Incontrare dopo tanto tempo una persona con cui hai litigato. Quando la vedi, ti ricordi soltanto che hai litigato, ma non ti ricordi più perché. E nemmeno lei si ricorda. Ti avvicini per chiacchierare, e chiacchierate, perché quella inimicizia non la potete sentire più.

In generale, tutti quelli che si preoccupano per me o si occupano di me.

Francesco Piccolo, “Momenti di trascurabile felicità,” Einaudi (2014)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.