Siamo stati molto lieti di avervi avuti con noi!
Abbiamo cominciato il laboratorio osservando il quadro di Pablo Picasso Joie di Vivre (1946), che trovate in fondo alla pagina. Alcuni elementi ci hanno comunicato gioia, come la presenza della musica e della danza, e la diversitร dei colori. Lโuso dellโazzurro ha suggerito serenitร e tranquillitร , ma anche vitalitร . Qualche partecipante ha attribuito al quadro il senso di una scoperta, con la barca a vela in fondo che richiama lโidea del viaggio. Altri hanno parlato della ricchezza dellโimmagine: pur essendo immobile e bidimensionale, รจ capace di creare un senso di profonditร e di movimento grazie alla collaborazione di chi osserva.ย
Poi, abbiamo letto alcuni frammenti, piรน o meno brevi, tratti da Momenti di trascurabile felicitร (2010) di Francesco Piccolo. Trovate anche questi brani in fondo alla pagina. Abbiamo meditato sulla felicitร delle piccole cose e sullโimportanza dei dettagli, anche in relazione al quadro di Picasso. Qualcuno ha sottolineato il bisogno di notare ed apprezzare tali momenti, godendo della semplicitร ed esercitando lโattenzione. Altri hanno riflettuto sullโascolto delle emozioni, sulla relazione con la realtร che ci circonda, e sul significato della cura.
In seguito, abbiamo scritto ispirati dallo stimolo: “Racconta un momento di trascurabile felicitร โ. Abbiamo parlato dellโironia nellโuso dellโaggettivo โtrascurabileโ e dellโossimoro nellโespressione โtrascurabile felicitร โ. Qualcuno ha messo in rilievo che โtrascurabileโ contiene il sostantivo โcuraโ, riflettendo su quanto le felicitร apparentemente trascurabili possano in realtร rappresentare momenti di cura.
Invitiamo i partecipanti del laboratorio a condividere i propri scritti nella parte “blog” dedicata alla fine della presente pagina (“Leave a Reply”). Speriamo di creare, attraverso questo forum di condivisione, uno spazio in cui continuare la nostra conversazione!

Alcune intelligenze per le piccole cose, come il guidatore dellโauto alle tue spalle quando capisce subito che devi parcheggiare e quindi fare retromarcia. E lui si ferma a qualche metro di distanza e aspetta senza avanzare.
Lโacqua quando hai sete, il letto quando hai sonno.
Quando chiacchiero con un amico passeggiando, continuiamo a camminare soltanto se la conversazione รจ del tutto frivola, trascurabile, ma se ci accendiamo, se stiamo per dire una cosa piรน seria, piรน importante, in quel momento smettiamo di camminare, allunghiamo la mano verso il braccio dellโaltro e ci fermiamo, e per tutto il tempo che la discussione รจ seria, stiamo lรฌ piantati, e le mani gesticolano, si muovono, non stanno affatto in tasca o dietro la schiena. Soltanto dopo la risoluzione, uno dei due riprende il cammino, seguito dallโaltro, e rinfila le mani in tasca.
Le coppie che stanno insieme da tanto tempo e che giocano a carte in silenzio, la sera.
Quelli che ti danno un passaggio, e non ti lasciano da qualche parte: allโangolo; vicino alla metro; alla fermata dei taxi. Ma ti accompagnano fino a casa.
E poi quando uno si fa male, tutti chiedono ยซcome ti sei fatto male?ยป
Incontrare dopo tanto tempo una persona con cui hai litigato. Quando la vedi, ti ricordi soltanto che hai litigato, ma non ti ricordi piรน perchรฉ. E nemmeno lei si ricorda. Ti avvicini per chiacchierare, e chiacchierate, perchรฉ quella inimicizia non la potete sentire piรน.
In generale, tutti quelli che si preoccupano per me o si occupano di me.
Francesco Piccolo, โMomenti di trascurabile felicitร ,โ Einaudi (2014)




