Encuentros virtuales en vivo: Sábado 6 de febrero, 13:00 EST

“El venado herido,” 1946, por Frida Kahlo:

El venado herido, 1946, por Frida Kahlo
Óleo sobre fibra dura
22,4 x 30 cm.
Colección de Carolyn Farb
Houston, Texas, EE.UU.

Para la escritura escogimos “Escribe acerca de una herida.

Se alienta a las/los participantes a compartir lo que escribieron a continuación (“Deja una respuesta”), para mantener la conversación aquí, teniendo en cuenta que el blog, por supuesto, es un espacio público donde no se garantiza la confidencialidad.

Por favor, únase a nosotros para nuestra próxima sesión en español: Sábado, 6 de marzo 2021 a las 13:00, con otras sesiones adicionales en otros idiomas (inglés, italiano, griego y polaco) en nuestra página de sesiones grupales virtuales en vivo.

¡Esperamos verte pronto!






Laboratori Di Medicina Narrativa: sabato 6 febbraio dalle 16 alle 17.30

Siamo stati molto lieti di avervi qui con noi!

Abbiamo letto insieme la poesia “Io è tanti” di Chandra Livia Candiani (allegato al termine di questa pagina)  

In seguito, abbiamo usato il prompt “Io è…”.

Condivideremo ulteriori dettagli della sessione nei prossimi giorni; vi invitiamo a rivisitare questa pagina nei prossimi giorni!

Invitiamo i partecipanti del laboratorio a condividere i propri scritti nella parte “blog” dedicata alla fine della presente pagina (“Leave a Reply”). Speriamo di creare, attraverso questo forum di condivisione, uno spazio in cui continuare la nostra conversazione!

Stiamo raccogliendo impressioni e breve feedback sui nostri laboratori di medicina narrativa su Zoom!

Questo breve questionario (anonimo, e aperto a chiunque abbia frequentato almeno un laboratorio) è molto importante per noi, e ci permetterà di elaborare sul valore dei nostri laboratori e sul ruolo dello spazio per riflettere e metabolizzare il momento presente. Vi preghiamo quindi di condividere le nostre riflessioni con noi!


 “Io è tanti” di Chandra Livia Candiani

 Io è tanti
 e c’è chi crolla
 e chi veglia
 chi innaffia i fiori
 e chi beve troppo
 chi dà sepoltura
 e chi ruggisce.
 C’è un bambino estirpato
 e una danzatrice infaticabile
 c’è massacro
 e ci sono ossa
 che tornano luce.
 Qualcuno spezzetta immagini
 in un mortaio,
 una sarta cuce
 un petto nuovo
 ampio
 che accolga la notte,
 il piombo.

 Ci sono parole ossute
 e una via del senso
 e una deriva,
 c’è un postino sotto gli alberi,
 riposa
 e c’è la ragione che conta
 i respiri
 e non bastano
 a fare tempio.

 C’è il macellaio
 e c’è un bambino disossato
 c’è il coglitore
 di belle nuvole
 e lo scolaro
 che nomina e non tocca,
 c’è il dormiente
 e l’insonne che lo sveglia
 a scossoni
 con furore
 di belva giovane
 affamata di sembianze.

 Ci sono tutti i tu
 amati e quelli spintonati via
 ci sono i noi cuciti
 di lacrime e di labbra
 riconoscenti. Ci sono
 inchini a braccia spalancate
 e maledizioni bestemmiate
 in faccia al mondo.
 Ci sono tutti, tutti quanti,
 non in fila, e nemmeno
 in cerchio,
 ma mescolati come farina e acqua
 nel gesto caldo
 che fa il pane:
 io è un abbraccio.