Ringraziamo le 200+ persone che da tutta Italia ci hanno raggiunto nel nostro spazio Zoom per il primo laboratorio di medicina narrativa in lingua italiana! Da quando il laboratorio รจ cominciato, si sentiva unโenergia e una voglia di partecipare, condividere, ascoltare e stare assieme ad altre persone, nonostante le distanze. Lo spazio Zoom sembrava quasi risuonare dellโentusiasmo dei partecipanti. I facilitatori erano ugualmente emozionati di cominciare questo nuovo progetto di medicina narrativa.
Abbiamo letto insieme il testo di Alda Merini โSpazioโ, una poesia scritta negli anni novanta, che abbiamo scelto perchรฉ evocativa di temi molto sentiti durante questa emergenza sanitaria. Il prompt di scrittura รจ stato โDescrivi un tuo spazioโ.ย
Costretti a casa o in luoghi chiusi per molto tempo durante la pandemia, i nostri partecipanti hanno espresso il desiderio di aprirsi a nuovi spazi. Il lockdown ci ha fatto sperimentare un senso di clausura e un grande silenzio tuttโattorno nelle cittร che si erano svuotate, luoghi deserti, in assenza di corpi che invece vivevano confinati allโinterno dei perimetri ristretti e obbligati delle case. I verbi di movimento utilizzati dalla poetessa (cantare, crescere, errare, saltare) sono per noi la metafora di un risveglio, di un cambiamento e della possibilitร di andare oltre i confini del corpo, di uscire dalla paralisi. Nella discussione di gruppo dagli spazi del mondo esteriore si รจ passati a quelli del mondo interno: la stessa poesia della Merini sembra fare questo passaggio dal fuori al dentro, tra la prima e la seconda parte del testo. E da dentro si sprigiona un urlo inumano, di silenzio, che parla dellโantica ferita quasi a richiedere ascolto dagli altri ma anche da se stessi. Abbiamo scoperto insieme quanto abbiamo bisogno di fare spazio dentro di noi per ascoltarci, per comprenderci anche nella nostra fragilitร e vulnerabilitร . Coltivare lo spazio interiore รจ una grande risorsa per far fronte ad eventi difficili. Questo come atto di cura di sรฉ, di guarigione.Gli workshop online di questo periodo rappresentano anchโessi uno spazio di ascolto, riflessione e condivisione, per sostenerci come comunitร e affrontare tutta questa sofferenza che รจ dilagata ovunque.
A questo primo appuntamento eravamo moltissimi e solo pochi sono potuti intervenire per commentare in risposta alla poesia di oggi, leggere la propria scrittura, esprimere pensieri ad alta voce. Tuttavia anche ascoltare, scrivere, riflettere in silenzio costituiscono un movimento partecipativo e significativo per aprirsi agli altrui punti di vista, per cogliere sguardi nuovi, per apprendere come onorare le storie degli altri e le proprie. โAscoltarsi รจ creare spazioโ, come osservato da un commento condiviso al termine del nostro laboratorio di oggi. Siamo lieti di aver potuto creare questo spazio insieme: leggendo, commentando, condividendo, ascoltando, o semplicemente con la propria presenza.
Ringraziandovi di cuore, vi invitiamo a continuare la conversazione postando in questo blog la vostra scrittura o qualche altro commento che magari avreste voluto condividere con il grande gruppo. Restiamo connessi e arrivederci al prossimo workshop di sabato 23 maggio alle ore 16.00, per continuare a creare insieme โuno spazioโ per sentirci vicini nonostante la lontananza. Per permettere a piรน voci e commenti di arricchire questo nostro spazio, abbiamo deciso di offrire un workshop di 90 minuti (invece di 60 minuti). Pertanto, il workshop di sabato 23 durerร dalle 16.00 alle 17.30. Vi aspettiamo!
Spazio, Alda Merini ย (da โVuoto dโamoreโ) ย Spazio spazio, io voglio, tanto spazioย per dolcissima muovermi ferita;ย voglio spazio per cantare crescereย errare e saltare il fossoย della divina sapienza.ย Spazio datemi spazioย chโio lanci un urlo inumano,ย quellโurlo di silenzio negli anniย che ho toccato con mano.ย

